Un settimo posto che vale oro

Stagione finita con il botto per l’under 14, che ha trovato un fantastico 7° posto alle finali nazionali, dove ancora una volta hanno brillato le formazioni che hanno partecipato al Challenge, con 6 delle prime 7 classificate hanno dato spettacolo anche al torneo di Pasqua, e per la seconda volta consecutiva la vincitrice del Challenge si è cucita anche lo scudetto al petto: lo scorso anno il VolleyRò, questa volta il San Donà (che aveva centrato la doppietta anche nel 2015).
“L’esclusa” è il Visette (per tanti anni associata ad Orago), secondo classificato ed avversario di Munari e compagne nei quarti di finale. Un quarto finito 3-0, dove però le torrine hanno veramente fatto vedere i sorci verdi alle milanesi nel primo set, perso solamente per un paio di errori nel finale. Continuare con quel ritmo contro una formazione che dà almeno 10cm in altezza alle biancoverdi – e che aveva 3 partite in meno sulle gambe – era cosa praticamente impossibile.
Poi la sconfitta per 3-1 contro Chieri (alla fine 5°), dove decisiva è stata, purtroppo, le vittoria del terzo set da parte delle piemontesi per 30-28, con le torrine che hanno speso tutte le energie per recuperare dal 19-24, ma dopo aver annullato quei 5 set-ball ed aver auto l’occasione di chiudere, non sono riuscite a completare l’opera ed lo 0-7 di avvio del quarto set è stato troppo pesante, nonostante abbiamo provato la rimonta fino in fondo, riuscendo ad avvicinarsi fino al 20-23.
Stamattina l’ultima fatica, di 6 giorni di gare. In qualunque modo fosse finita, sarebbe stato un successo, con “la festa” iniziata nell’inconsueto riscaldamento a bagherone con le avversarie dell’Anderlini, anche loro passate dal girone di qualificazione alla fase finale. E’ finita con una bella vittoria, sofferta ma voluta, con le torrine che hanno annullato due set-point, il secondo con l’ace di Giulia Compagnin, appena entrata proprio per il servizio, che ha subito replicato, con le biancoverdi che sono poi andate a chiudere alla seconda occasione, con gran sportività delle aversarie che hanno ammesso il tocco a muro non visto dall’arbitro.